Ricetta per l’accesso alle terre pubbliche

coraggio roma

di Giacomo Lepri

Tempi di preparazione: tre anni
Difficoltà: media
Dosi per 400 ettari circa (per ora) di Terre Pubbliche

Ingredienti:

  •  partecipazione
  •  proposte sostenibili e condivise
  •  rete a 360 gradi con tutte le forze sociali
  •  dialogo q.b.
  •  lavorare per tutti partendo da necessità vissute sulla propria pelle
  •  analisi degli squilibri sociali e voglia di costruire una società più equa
  •  formazione personale e collettiva

Avvertenze: si consiglia di congelare scoraggiamenti e frustrazioni, e di agire determinati per evitare che il composto si smonti. Un approccio distruttivo potrebbe alterare la digestione dei benefici della proposta, che devono invece essere preparati con cura e serviti al maggior numero di persone. Per un prodotto riuscito è consigliabile partire da una rivendicazione specifica, perché i diritti si portano a tavola con efficacia solo se vengono serviti pezzetto per pezzetto, senza troppa foga. Si faccia attenzione inoltre a condividere gli ingredienti con quanti più soggetti sia possibile, assaporandone le fasi della preparazione con tutta la cittadinanza.

La ricetta è quella dell’accesso alle terre pubbliche per i giovani agricoltori, ma immaginiamo possa essere estesa anche ad altre esigenze e battaglie socio-politiche, per rendere efficienti gli impegni di lotta, tanto faticosi quanto necessari in questo periodo storico.

Coraggio RomaSe le terre pubbliche saranno assegnate ai giovani contadini … gli Asini voleranno! E l’amministrazione comunale di Roma ha pubblicato il primo bando per assegnare una parte delle terre pubbliche (per ora cento ettari suddivisi tra quattro aree), dando così una prima risposta concreta al diritto al lavoro e alla qualità della vita, all’esigenza di fruibilità degli spazi abbandonati, tutelando e valorizzando il paesaggio con l’agricoltura. E l’agricoltura appare essere un buono strumento per contrastare cemento, “grandi opere” e svendite, tutelando spazi messi finalmente a frutto.

Il bando prevede un punteggio privilegiato per gli agricoltori al primo insediamento, premialità alle proposte di multifunzionalità, fruibilità, agricoltura sociale ed educazione ambientale. Richiede professionalità e credibilità dei progetti, garantisce sostegno economico per la manutenzione dei manufatti, incentivo alla chiusura della filiera e affitti calmierati a norma di legge. Chi vincerà il bando sarà chiamato a creare aziende agricole multifunzionali su risorse che resteranno di proprietà pubblica per fare impresa e rispondere allo stesso tempo ai bisogni della cittadinanza, ci auguriamo, come in questi tre anni abbiamo immaginato e come abbiamo proposto in ogni stagione a tutte le amministrazioni locali. Tutte le informazioni tecniche sul bando sono pubblicate sul sito del Comune di Roma, e l’amministrazione sta predisponendo giornate di incontro per dipanare i dubbi dei partecipanti al bando.

coraggio romaE’ solo un inizio, certo, e c’è molto da fare . Intanto però possiamo tracciare qualche bilancio. Le rivendicazioni della cooperativa agricola Coraggio sono state volte a “normalizzare” la richiesta, di buon senso, di far avviare a giovani agricoltori attività agricole multifunzionali su terreni pubblici, per rendere disponibili quei luoghi abbandonati, per generare reddito, per evitare che il patrimonio agricolo di tutti rischiasse di essere svenduto alle speculazioni. La necessità è ancora quella di lavorare a un modello di giustizia sociale, che serva a livellare gli squilibri nelle condizioni di partenza perché ognuno sia in grado di costruire il proprio futuro, realizzare sogni e progetti di vita che passano per l’accesso alle risorse.

Se la posizione dell’amministrazione è un risultato, ciò che ha premiato sopra ogni altra cosa è stato sicuramente il metodo (la ricetta è riportata di sopra), oltre ai contenuti e alla determinazione con cui abbiamo portato avanti le nostre rivendicazioni. Un metodo nuovo, che risponde all’urgenza di analizzare la società prima di cambiarla. Perché la società è composita e stratificata, il potere diffuso, i contrasti tra le forze in campo non sono mai bipolari. Così l’unica strada percorribile è il pensiero che si espande tra le persone, la condivisione delle risorse e delle competenze, la digeribilità di proposte che fanno competizione ai modelli che non ci piacciono, quelli dell’economia dell’accumulo ad ogni costo, della miope quantificazione immediata dei beni di tutti come unico metro di giudizio.

Da tre anni (in realtà pochissimi, ma che sembrano molti di più) abbiamo cercato di far capire come una esigenza personale, quella lavorativa, e una passione intima, quella dell’agTerre Pubblichericoltura, avrebbero potuto trasformarsi in beneficio per tutti i cittadini, superando l’idea del verde pubblico “da museo” e sposando l’idea di terra come bene comune. Reddito, ecologia, agricoltura, servizi, fruibilità, futuro: queste le parole chiave. E poi sicuramente “coraggio”, un valore necessario per difendere la bellezza di una idea e per farla diventare contagiosa con il dialogo, senza la paura di confrontarsi in corso d’opera, costruendola sulle esigenze delle persone. L’amministrazione non ha potuto restare sorda, anche perché abbiamo suggerito quanto fosse

conveniente immaginare Roma, terzo comune agricolo d’Europa, città verde e produttiva.

Quella sulle terre pubbliche è diventata una sfida importante, perché non è stata la rivendicazione del solo settore agricolo, ma ha saputo allargarsi in una vertenza trasversale con altre realtà importanti come le associazioni ambientalista Terra!Onlus e Equorete e l’associazione antimafie daSud, passando per Crocevia, i comitati di quartiere, amministrazioni municipali e tante altre sigle ancora. Poi aziende agricole e sigle di settore del Coordinamento Romano per l’Accesso alla Terra, che specie nella prima fase della mobilitazione ha stimolato e sostenuto il percorso che oggi dà i primissimi frutti, dei quali la bontà è ancora da assaggiare. Abbiamo lavorato sulla nostra formazione, e con i due cicli di seminari ‘Coltiva il tuo Futuro’ (2012 e 2013) abbiamo cercato di trasferire queste competenze ad altri giovani, al fine di prepararli ad accedere ai bandi, per riempire i vuoti in agricoltura. Dopo i quasi 350 ettari Arsial, ecco i primi 100 ettari del Comune. Ora speriamo in procedure trasparenti a selezionare attentamente chi avrà la grande responsabilità di gestire un bene comune.

Petizione Terre PubblicheNon ci credeva nessuno quando dicevamo che avremmo preteso l’accesso alle terre pubbliche, specie a Roma, stretta nelle sue relazioni di
potere stratificate e apparentemente immutabili. Ma un gruppo di senza terra e senza reddito, con una rete di sostegno coesa, sta dimostrando che la consapevolezza di un buon numero di persone può cambiare le cose. Vogliamo ancora ringraziare le oltre undicimila persone che hanno firmato la petizione lanciata su Change.org da Coraggio, Terra!Onlus e daSud. E grazie anche a Vandana Shiva e all’associazione Navdanya International che hanno creduto in questo progetto premiandoci con il riconoscimento ‘Real Food Heroes’.

Siamo solo all’inizio: sembra intanto affermato il principio che la terra non si vende, ma rimaniamo occhi aperti ed orecchie allerta, che la battaglia non si può arrestare. Speriamo di vedere dal giorno di San Martino, l’11 Novembre, fine e inizio tradizionale dell’annata agraria, i primi semi respirare nelle terre pubbliche.

Coraggio! Fuori dal seminato …

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Coraggio è la volontà di costruire futuro, passioni e competenze, lavorando insieme con un orizzonte comune. Cooperativa Romana Agricoltura Giovani è sinergia di esperienze e figure professionali (agronomi, braccianti, architetti, cuochi, operatori sociali, manovali specializzati) per fornire proposte e servizi in ambito agricolo e rurale, e rispondere alle esigenze della Città. Promotori della vertenza “Terre pubbliche ai giovani agricoltori”, creiamo lavoro, valorizzando risorse ecologiche e umane.

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