Comunicato stampa “LE TERRE PUBBLICHE NON SI VENDONO”

La mattina del 5 Maggio 2014 abbiamo chiesto al presidente Zingaretti di non rendersi complice di una proposta di legge che cancella la tutela di tutti i terreni a vocazione agricola di proprietà regionale e che svilisce i beni comuni rispolverando la vecchia idea per cui ripianare il bilancio si traduce nella svendita delle risorse pubbliche

Questa mattina il Coordinamento Romano Accesso alla Terra ha interrogato Nicola Zingaretti sugli impegni presi un anno fa di non vendere le Terre Pubbliche . Abbiamo chiesto urgente un tavolo per ragionare con la #Regione sostenuti da #Agrinsieme(Cia Lazio, Fedagri – Confcooperative) sulla gestione virtuosa del patrimonio pubblico.

Sotto il comunicato stampa dopo l’incontro in Regione

“LE TERRE PUBBLICHE NON SI VENDONO la Regione Lazio cancelli l’art.20 della Pl 147”

“Zingaretti c’eravamo tanto amati?”, “La terra è di tutti e non si svende”, “Terre pubbliche ai giovani agricoltori”. Sono alcuni degli slogan scelti dal Coordinamento Romano Accesso alla Terra (CRAT) che stamattina è in sit-in alla Regione Lazio contro l’art.20 della Proposta di Legge n.147 che si propone di vendere il patrimonio agricolo pubblico. Una misura inserita nel III capitolo ‘Disposizioni per lo sviluppo e la competitività’ che va nella direzione opposta rispetto a quanto finora annunciato dal presidente Nicola Zingaretti e dalla sua Giunta sulla volontà di rilanciare l’agricoltura concedendo in affitto le terre pubbliche ai giovani agricoltori.

zingaretti«Un anno fa, proprio come recita la campagna mediatica della Regione Lazio, il presidente Zingaretti ha firmato la petizione ‘ #TerrePubbliche ai giovani agricoltori’ impegnandosi a scongiurare la vendita di un bene collettivo non riproducibile quale è la terra – dichiara il Coordinamento Romano Accesso alla Terra -, oggi gli chiediamo di non rendersi complice di una proposta di legge che invece cancella la tutela di tutti i terreni a vocazione agricola di proprietà regionale e che svilisce i beni comuni rispolverando la vecchia idea per cui ripianare il bilancio si traduce nella svendita delle risorse pubbliche. A tal proposito alcune sigle del Coordinamento stanno inoltre presidiando l’area di Castel di Guido per chiedere che quei 2000 ettari non siano venduti». «Il paradosso è che solo due mesi fa, quando l’agenzia regionale Arsial pubblicava un bando per assegnare 320 ettari di terreno ai nuovi agricoltori, lo stesso Zingaretti ha rilevato “l’opportunità data ai giovani che vorrebbero investire su questo settore ma non ne hanno possibilità”, ci chiediamo allora cosa sia cambiato adesso e a quale fetta di facoltosa utenza gioverebbe la vendita delle terre – aggiunge il Coordinamento Romano Accesso alla Terra – il Lazio è la seconda regione in Italia per il numero di beni agricoli pubblici eppure diversamente dall’Umbria, solo per fare un esempio, non ha ancora “normalizzato” il diritto all’accesso alla terra, nonostante peraltro il movimento di agricoltori, ortisti, sigle di settore e associazioni sul territorio romano è stato quello più vivo a livello nazionale. Non è un caso se un anno fa la petizione ‘#Terrepubbliche’ abbia raccolto più di 10mila firme in sole due settimane e se la sensibilità dell’opinione pubblica negli ultimi due anni sia incredibilmente cresciuta anche grazie al lavoro di questo Coordinamento».

«Chiediamo al presidente Zingaretti, alla sua Giunta e ai consiglieri tutti, di ritirare l’art.20 della PL 147, dimostrando realmente un segno di discontinuità con le politiche del passato – conclude il Coordinamento Romano Accesso alla Terra – chiediamo poi che le terre pubbliche vengano messe a reddito attraverso affitti equi per garantire fruibilità e servizi ai cittadini, ed è quindi il momento di lavorare ai sottoprogrammi del Psr per lo sviluppo produttivo e occupazionale a vantaggio di tutte le attività agricole regionali, in particolare quelle delle aziende di più modeste dimensioni, con una progettualità che promuova la tutela e la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente, e sia in grado di prevenire qualsiasi forma di speculazione».

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Coraggio è la volontà di costruire futuro, passioni e competenze, lavorando insieme con un orizzonte comune. Cooperativa Romana Agricoltura Giovani è sinergia di esperienze e figure professionali (agronomi, braccianti, architetti, cuochi, operatori sociali, manovali specializzati) per fornire proposte e servizi in ambito agricolo e rurale, e rispondere alle esigenze della Città. Promotori della vertenza “Terre pubbliche ai giovani agricoltori”, creiamo lavoro, valorizzando risorse ecologiche e umane.

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