L’appello per Borghetto San Carlo

Roma, terzo comune agricolo più grande d’Europa
Vs  Roma, capitale della speculazione edilizia
[L’appello del 2013]

Un cancello chiuso e un presidio permanente. Borghetto San Carlo può essere il simbolo di chi vuole riprendersi le Terre Pubbliche, con una rivendicazione che sta unendo chi fa (o vorrebbe fare) agricoltura e i cittadini che si accorgono della bellezza degli spazi verdi vissuti.

La Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio. ha svolto un presidio sul posto per quasi un mese: il primo diritto ricercato è stato quello all’informazione. L’abbiamo ricostruita, leggendo le carte, e ora possiamo raccontare ai residenti che oggi viene negato loro un bene comune: 22 ettari di terreno ceduti a Roma Capitale nel 2010 dal costruttore Massimo Mezzaroma, che avrebbe dovuto ristrutturare – con la Società Impreme Spa – entro marzo il casale del ‘900 che lì campeggia, in fase di degrado avanzato, per essere destinato ad attività di interesse pubblico.

 

 

LA PETIZIONE – Insieme alle associazioni daSud e Terra!Onlus abbiamo lanciato una petizione su Change.org che nel giro di ventiquattro ore era 10000già arrivata a 5mila adesioni, e ne ha
contate in due settimane più di 10.000. Questo perché Borghetto San Carlo è un potenziale parco agricolo inserito nei 15.000 ettari verdi del Parco di Veio (quarto per estensione nel Lazio). Il suo valore è immenso: agronomico (il centro agricolo lì presente forniva grandi quantità di derrate alimentari e lavoro fino a non molti anni fa) e archeologico (dall’area si arriva facilmente ad alcuni dei tesori nascosti di Veio, l’Arco del Pino, la Fontana di Re Carlo, il pianoro di Veio, Isola Farnese). Uno spazio quindi pubblico (almeno sul catasto), ad uso agricolo (così è da piano d’assetto) e con uno straordinario valore paesaggistico (per quanto, allo stato attuale non accessibile), che potrebbe diventare un caso modello per lo sviluppo di un complesso agricolo multifunzionale urbano. Eppure siamo davanti all’assurdità di spazi immobili e dimenticati, che attendono il dispiegarsi di rapporti di forza iniqui, nel bel mezzo dei cambi di destinazione d’uso.

 

ECCO COSA POTREBBE DIVENTARE BORGHETTO SAN CARLO – Vogliamo provare a immaginare cosa succederebbe se i cancelli di Borghetto San Carlo venissero aperti e si realizzasse un parco agricolo: reddito per i responsabili della gestione; piena fruibilità ciclopedonale degli spazi; percorsi integrati alla dimensione del parco, uno sportello informativo dell’Ente regionale, una sede distaccata per i guardia-parco; uso agricolo con metodo biologico di 12 ettari per produzioni di qualità, erbe officinali e aromatiche, frutticoltura e orto, gestione di animali da cortile; orti sociali per gli abitanti del quartiere; vendita di prodotti aziendali e dei prodotti dell’area a marchio “parco di Veio”, uno sbocco di mercato di pregio in contesto urbano; impiego di disoccupati e soggetti svantaggiati con i percorsi dell’agricoltura sociale; formazione su arti e mestieri ed educazione ambientale per i bambini; sport e ricreatività nel rispetto e del paesaggio con percorsi arborei sopraelevati ed attività cinofile; cura e manutenzione di uno spazio verde altrimenti dimenticato, con percorsi di valorizzazione archeologica dei beni della soprintendenza.

CONTRO L’IMMOBILISMO DELLE ISTITUZIONI – Abbiamo dimostrato l’inerzia dell’Amministrazione comunale nel non far rispettare gli accordi: non potevamo restare fermi. Non può farlo chi, giovane e disoccupato, chiede di potersi (pre)occupare delle aree pubbliche che vanno restituite alla loro vocazione, quella agricola. In ballo non c’è solo il futuro dei giovani agricoltori, ma anche il diritto dei cittadini a vivere spazi “nascosti”, nonostante siano sotto gli occhi di tutti.

SU BORGHETTO SAN CARLO – Ricordiamo che l’accordo tra il costruttore Mezzaroma e Roma Capitale non è stato rispettato nei termini previsti (marzo 2013). L’imprenditore edile avrebbe infatti dovuto spendere più di 2milioni di euro per ristrutturare i casali dell’area. Dopo il polverone che abbiamo sollevato, la vicenda della compensazione è stata presa finalmente in carico dagli uffici del dipartimento urbanistica, come ci hanno fatto sapere sollecitati dalle nostre numerose attività e lettere.

Siamo stati noi tutti, insieme, a capire il valore di un bene pubblico dimenticato dall’amministrazione. Insieme chiediamo riposte chiare:

1 – Date definitive di inizio e fine lavori, per la consegna del bene pubblico Borghetto San Carlo alle istituzioni e ai cittadini, in condizioni di agibilità e sicurezza.

2 – Un impegno sull’utilizzo a Parco agricolo per produzione agroalimentare e servizi.

 

 

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